Marta e il prurito alla testa

Marta ha quattro anni, è una bimba serena e le piace molto frequentare la Scuola Materna, perché le maestre sono brave e i compagni di gioco molto simpatici. La sua mamma, Francesca, la porta al mattino e la riprende nel pomeriggio, dopo che Marta ha terminato il riposino pomeridiano nel dormitorio insieme agli altri bimbi. Da un po’ di tempo Francesca ha notato che Marta si gratta la testa, inizialmente in momenti saltuari, ma ultimamente la cosa sta diventando fastidiosa e Marta è irritabile, aspetto che non fa parte del suo carattere.

Francesca non aveva fatto molto caso ai sintomi di Marta perché è affetta da dermatite atopica fin da quando era in fasce e quindi è abituata a momenti in cui la piccola avverte prurito in diverse parti del corpo. Tuttavia anche Giulio, il fratello maggiore di Marta che frequenta la Scuola Primaria, da qualche giorno riferisce alla mamma un po’ di prurito alla testa.

Francesca viene assalita da un terribile dubbio e da molte domande:  

“Che non siano pidocchi? E chi li ha passati a Marta? L’igiene nella famiglia è perfetta, allora ci sarà qualche bambino all’asilo che non si lava bene? Adesso le maestre mi sentiranno! Ma soprattutto, cosa devo fare con Marta? E con Giulio? Avrà i pidocchi pure lui?”

Spaventata, Francesca comincia a guardare tra i capelli di Marta, e trova dei piccoli puntini bianchi, come se fosse forfora…

 

Aiutiamo Francesca e capiamo meglio con il pediatra!

 

Cos'è la pediculosi?

La pediculosi è un’infestazione del cuoio capelluto, dei peli ma anche dei vestiti, da parte di pidocchi adulti, larve o uova, chiamate lendini.

Dove si possono trovare i pidocchi?

Il pidocchio del capo vive nei capelli, soprattutto dietro le orecchie  e sulla nuca, ma può ritrovarsi anche tra le sopracciglia e la barba.
Il pidocchio del corpo vive anche nei vestiti, specie le cuciture interne, ma si sposta sul corpo per alimentarsi.
Il pidocchio del pube è detto anche “piattola”; infesta soprattutto l’area del pube, ma può interessare anche ciglia ,sopracciglia, ascelle, barba e baffi.

I pidocchi al capo sono un problema di igiene?

La pediculosi del capo, la forma più diffusa, rappresenta un problema sanitario che può colpire soggetti appartenenti a tutte le classi socio-economiche della popolazione; non è dunque questione di igiene!

Come si riconoscono i pidocchi?

I pidocchi sono piccoli insetti di 3-4 mm, di colore che varia dal grigio al bianco sporco, e presentano zampe fornite di uncini che permettono di aggrapparsi fortemente al capello; presenta inoltre un apparato boccale che gli permette di pungere la cute per nutrirsi di sangue (ecco perché creano tanto prurito!). Non hanno ali e non sanno dunque volare.

Le femmine depongono le uova, dette “lendini”, alla base dei capelli; queste, di forma ovoidale e colore madreperlaceo, a differenza della forfora con cui potrebbero essere confuse, sono attaccate saldamente ai capelli mediante una secrezione vischiosa che le rende resistenti ai normali lavaggi.

Come si trasmettono i pidocchi?

I pidocchi si trasmettono per contatto diretto (testa-testa), e in minor misura, per contatto indiretto con l’uso in comune di oggetti infestati come berretti, sciarpe, pettini, spazzole, ma anche peluche.

Quanto può durare il contagio?

Il soggetto è contagioso finché continua ad ospitare pidocchi o lendini vitali. La vita media del pidocchio adulto sull’ospite è di circa 1 mese; al di fuori dell’ospite sopravvive 1-2 giorni ed è sensibile alle alte e basse temperature. Le uova rimangono vitali sugli abiti per 1 mese.

Dunque, come si dovrà comportare Francesca?

Dovrà effettuare un’accurata ispezione del cuoio capelluto di Marta, meglio se con una lente di ingrandimento, e in ambiente ben illuminato per rimuovere manualmente pidocchi e lendini. Esistono a tal proposito dei pettini con tre file serrate di dentini che sono indicati ed estremamente validi. Potrà anche decidere di trattare i capelli con un prodotto specifico, lasciandolo agire per il tempo indicato e risciacquando successivamente, anche con aceto (100 gr. in un litro di acqua calda). Dovrà poi, dopo il trattamento, ispezionare nuovamente il capo per sfilare con pazienza tutte le lendini rimaste, servendosi del pettine di cui sopra. Il trattamento va ripetuto a distanza di 7-10 giorni (il tempo necessario affinché le uova si schiudano). Inoltre dovrà disinfestare le lenzuola e gli abiti, che vanno lavati in acqua calda o a secco ed eventualmente lasciarli all’aria aperta per 48 ore, così come all’aperto  (o in un sacco chiuso ermeticamente) vanno lasciati anche pupazzi o peluches venuti a contatto con la persona infestata. Dovrà poi lavare e disinfestare accuratamente spazzole e pettini.

E per far rientrare Marta all’asilo? Cosa prevede la legge?

Non è prevista nessuna restrizione, purché il soggetto sia sottoposto ad adeguato trattamento di disinfestazione.  Questo significa in pratica che Marta deve rimanere a casa in presenza di pidocchi e lendini, ma può rientrare in Comunità il giorno successivo in cui ha eseguito il trattamento. Inoltre vanno controllati i contatti e trattati tutti i soggetti parassitati., in questo caso anche il fratello Giulio.

Riuscirà Francesca a stare tranquilla dopo questi consigli?

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